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Alla auktioner / Konst & Grafik / LEONARDI, Giovan Giacomo (1498-1562). Delle battaglie de nostri tempi.


Eccezionale manoscritto inedito di Giovan Giacomo Leonardi, diplomatico, uomo d'armi e teorico militare al servizio dei Della Rovere, verosimilmente riconducibile al vasto progetto del Principe cavaliero, al quale l'autore lavorò durante la maturità e per il quale ottenne nel 1561 un privilegio di stampa, rimasto inutilizzato. L'opera è dedicata a Guidobaldo II Della Rovere (1514-1574), duca di Urbino e figlio di Francesco Maria I, presentato come il principe-condottiero capace di riscattare la libertà italiana: «Voi solo il quale con li studii con la essercitatione delle vostre ordinanze e di quelle dei signori Venetiani e de lor soldati ite pensando a libescarcel'Italia». Nella dedica Leonardi espone il metodo seguito nella composizione dell'opera: muovendo dagli autori classici di storia e tattica militare, intende supescarceil semplice commento erudito confrontando i precetti degli antichi con l'esperienza diretta della guerra contemporanea: «tutti leggiamo Vegetio, Elliano et simili, niuno è che investigando quello che essi scrissero a tempi loro curi trovar il meglio portarlo a nostra intelligenza di maniera [che] posiamo imitargli». Nel proemio paragona inoltre la costituzione di un esercito alla formazione del corpo umano, richiamandosi all'esempio dell'artista: «Con il detto di questo (*Michelangelo) huomo vado ancor io considerando che il principe cavalliero ha da mettere insieme un corpo di un esercito come formare un uomo venisse immaginando il pittore». Segue un vademecum di 39 brevi regole per la conduzione della battaglia, nel quale emerge il carattere pragmatico del pensiero militare di Leonardi: superiorità numerica, disciplina e organizzazione sono considerate condizioni essenziali per la vittoria, mentre picca e archibugio vengono indicate come le armi «necessarie alla battaglia» e alla cavalleria è assegnato un ruolo ormai subordinato. L'autore polemizza inoltre con la concezione ancora cavalleresca della guerra propria di alcuni contemporanei: «Quelli scrittori moderni che hanno desiderato il scudo de romani antichi non si sono racordati delli archibugi». Il nucleo principale del manoscritto è costituito da 91 brevi tesi, dedicate ad aspetti concreti dell'organizzazione militare: reclutamento e gestione delle truppe, armamenti, ordinamento degli eserciti, schieramenti e tattiche offensive e difensive, con frequenti confronti tra la guerra antica e quella moderna. Il testo è accompagnato da 9 disegni, due dei quali a doppia pagina, destinati a illustscarcegraficamente le differenti disposizioni delle truppe elaborate da Leonardi e probabilmente eseguiti nell'ambiente della corte urbinate. La redazione può essere circoscritta tra il 1540 e il 1552: Leonardi si sottoscrive infatti «Giova Jacomo Leonardi da Pesaro conte di Monte l'Abbate», titolo conferitogli da Guidobaldo II nel 1540, mentre nella dedica il duca è ancora presentato nella sua qualità di comandante delle forze veneziane, incarico non rinnovato nel 1552. Il manoscritto si colloca dunque in stretta relazione con gli altri testi militari di Leonardi oggi conservati presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro: il Trattato di armi e artiglieria del 1540, il Cavaliero ambasciatore del 1542 (ms. 216), il Libro delle fortificazioni dei nostri tempi del 1553 (ms. 220), il Libro sopra l'alloggiar d'un esercito (ms. 221) e il Principe cavaliere in duello (mss. 219 e 223). Importante testimonianza inedita della teoria e della pratica della guerra nell'Italia del pieno Rinascimento, maturata dall'esperienza diretta di uno dei principali collaboratori militari dei Della Rovere. Folio (320 × 220 mm). Manoscritto su carta, 63 carte, di cui 53 numerate, con filigrana raffigurante ancora e stella; 9 disegni di formazioni militari, di cui 2 a doppia pagina, e un bifolio manoscritto esplicativo. Composizione: una carta bianca; titolo manoscritto su cartoncino applicato; una carta bianca; 3 carte di dedica a Guidobaldo II; una carta di proemio; una carta con 39 regole per la conduzione delle battaglie; 51 carte contenenti 91 tesi; 4 carte bianche finali. I 9 disegni sono inseriti fuori testo; il primo è accompagnato da un bifolio esplicativo non numerato, inserito tra le carte 15 e 16. In barbe (gore d'acqua ai margini superiore e inferiore, senza perdita di testo; piccole perdite di carta ai margini). Inserito entro legatura del XVI secolo riccamente decorata in oro a rotelle, con al centro dei piatti la figura di un santo arcivescovo, probabilmente di produzione romana (minimi difetti). Contattare il dipartimento per una descrizione dettagliata del contenuto. LEONARDI, Giovan Giacomo (1498-1562), pesarese, studiò diritto a Bologna e Ferrara, dove si laureò nel 1522. Intrapresa la carriera militare al servizio di Francesco II Sforza (1495-1535), partecipò nel 1525 alla difesa e alla fortificazione di Pavia durante l'assedio francese; nel 1528 passò al servizio di Francesco Maria I Della Rovere (1490-1538), duca di Urbino e capitano generale delle forze terrestri della Repubblica di Venezia. In qualità di suo rappresentante presso il Collegio dei Savi, riferiva sull'andamento delle operazioni e trattava i finanziamenti destinati all'esercito. La posizione occupata tra Venezia e Urbino fece di Leonardi anche un importante intermediario culturale e artistico fra le due corti: intrattenne rapporti con Tommaso Diplovatazio (1468-1541), Sebastiano Serlio (1475-1554 circa) e Pietro Bembo (1470-1547) e, secondo Pietro Aretino, fu legato da stretta amicizia a Tiziano Vecellio (ca. 1488/90-1576). Nel 1532 commissionò al pittore la Testa di Annibale, un Cristo e un'Adorazione dei pastori destinati alla corte urbinate e nel 1538 intervenne nell'acquisto della celebre Venere di Urbino. Nel 1532 presentò alla Serenissima un progetto per la fortificazione di Vicenza e negli stessi anni avviò la composizione dei propri trattati militari, successivamente riuniti sotto il titolo di Principe cavaliero. Dopo la morte di Francesco Maria I nel 1538 continuò a rappresentarne il figlio Guidobaldo II Della Rovere, che nel 1540 lo creò conte di Montelabbate. A questi anni appartengono il Trattato di armi e artiglieria (1540) e il Cavaliero ambasciatore (1542), entrambi conservati alla Biblioteca Oliveriana. Leonardi ottenne nuovamente la condotta delle milizie veneziane nel 1542 e nel 1546; quando nel 1552 non riuscì a ottenere per Guidobaldo il rinnovo dell'incarico veneziano, lo seguì a Roma, dove il duca era stato nominato capitano generale della Chiesa. Ritiratosi infine nel feudo di Montelabbate, Leonardi dedicò gli ultimi anni al riordino del Principe cavaliero, per il quale Emanuele Filiberto di Savoia (1528-1580) gli concesse il 5 settembre 1561 un privilegio di stampa che non ebbe seguito. Morì nel 1562 e fu sepolto nella chiesa di San Francesco a Pesaro. Dopo la sua morte la famiglia, nota come Leonardi Della Rovere conti di Montelabbate, continuò a risiedere tra il castello feudale e Palazzo Leonardi a Pesaro fino al XVIII secolo, quando il trasferimento di un ramo della famiglia in Moravia segnò l'inizio della dispersione del patrimonio. (1)
Utropspris:SEK 677,910.3
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Utropspris:
SEK 677,910.3
SIRI DERKERT. "Jag vägrar förinta mig själv", färglitografi, signerad
09/30/2026
SEK 3,100
Uppsk.: SEK 3,000
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A. BOREL (1743–1810), A Nobleman in a Poor Household, Aquatint Antoine
02/25/2027

SEK 995.06

MADELEINE PYK. Litografi, "Trio", signerad och numrerad 181/275.
09/30/2026
SEK 2,400
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BANG & OLUFSEN. Design: Lone och Gideon Lindinger-Loewy, telefon
09/30/2026
SEK 300
Uppsk.: SEK 800
SALVADOR DALÍ. Le vieil hippie, ur "Hippies", torrnålsetsning med
09/30/2026
SEK 4,403
Uppsk.: SEK 5,000